Apprezzamento

Clarence Bicknell, archeologo. La valutazione di Christopher Chippindale.  Nel 1909, il veterano dell’archeologia francese, Cartailhac rese vista a Bicknell. Era infatti interessato alle sue escursioni in Val Fontanalba. Le rocce erano ancora più meravigliose di quanto sia aspettasse; disse “è un gran mistero.”  I suoi colleghi antiquari erano già sfuggiti alle fantasie cartaginesi. Nello studio delle Meraviglie, oggi si accorda una grande importanza a minuziose ricerche sul campo, a una precisa registrazione e inventario, alla classificazione e a deduzioni basate su accurate osservazioni e analisi comparative dell’archivio. In breve, il lavoro di Bicknell resta un modello del lavoro un secolo dopo.

Perché? La verità è che i professionisti non avevano alcuna tecnica per lo studio dell’arte, oltre a quella che Bicknell a elaborato per se. Il prof. Arturo Issel ha dedicato una grossa parte del suo voluminoso lavoro Clarence's first photo of Le Sorciersulla preistoria ligure (1903) alle figure. Bicknell lo cita questo lavoro come “il più importante ed esauriente contributo scritto su questo argomento”. Se si comparano le pubblicazioni di Bicknell con quelle di Issel, risulta evidente quanto ci sia del dilettante nelle sue osservazioni sistematiche sul terreno. D'altra parte, l'approccio del“professionista” risulta inefficace per la sua evidente preferenza per le speculazioni non verificabili così come per la ricerca di moventi, significato e paternità.  Issel, che scrisse 70 pagine sull’argomento- aveva esaminato davvero poche figure dal vero.  Quasi sempre, Bicknell era deluso quando gli esperti non venivano nelle sue montagne; e quando lo facevano, era per un periodo troppo breve.  Infatti, il primo compatriota a vederle, fu l’archeologo inglese Miles Burkitt, nel 1929!  Ma forse non avevano alcun bisogno di andarci, il grande “Manuale di archeologia” (1910) di Déchelette, forniva un resoconto abbastanza ampio, interamente basato sulle pubblicazioni di Bicknell, e datava le figure con sicurezza al primo periodo dell’età del Bronzo.

A destra: la prima fotografia conosciuta del "Sorcier"(Stregone), incisione su roccia della Valle delle Meravigli. La legenda, scritta a mano, dice "Classe II, 326, L. Pollini (Amateur). Figure preistoriche nel Vallone delle Meraviglie". Luigi Pollini era il braccio destro e fedele collega di Clarence Bicknell.

La storia dell’archeologia del XIX secolo in Europa può essere descritta come l’abbandono delle abitudini professionali della storia e agli studi antiquari in favore di metodi differenti fedeli alla storia naturale e alle scienze di osservazione. Dove venivano proposte speculazioni sugli antichi autori, usati poi per costruire congetture sulle etnie antiche, la nuova archeologia trovò metodi più consoni nelle scienze di osservazione, nel metodo stratigrafico dei geologi, nei sistemi di classificazione dei naturalisti. Invece di avanzare ipotesi sui Fenici, i Cartaginesi, gli Ittiti o gli Egizi, come gli antiquari hanno fatto sia per il Monte Bego che per altri siti europei, Bicknell lavorava nello spirito della disciplina che conosceva, la botanica. Per l’archeologia preistorica, l’apparato dell’eredità degli antiquari, si rivelò oltre che irrilevante, un vero, e spesso considerevole, ostacolo.chiappes hi 30

A sinistra: Clarence sulle Ciappe di Fontanalba, una valle di rocce piatte ideali per l'incisione

La ragione principale della grande qualità del lavoro di Bicknell era la sua ignoranza delle pratiche che un archeologo professionista avrebbe usato per studiare l’arte. Si puo’ rilevare più o meno la stessa traiettoria nella lenta accettazione, non molti anni dopo, dell’antichità delle pitture rupestri presenti nelle grotte francesi e spagnole, dove la supposizione che figure cosi finemente eseguite non potessero essere così antiche, fu oltrepassata dalla dimostrazione del contesto preistorico grazie alle prove fornite della stratigrafia. Bicknell che si riteneva un dilettante, aveva in realtà le competenze necessarie per questo lavoro.

 

 

Questo testo è tradotto dal capitolo “A New Science of Archaeology” pp. 44-45 del libro di Chippindale,  “A High Way to Heaven” (1998), grazie alla generosità dell'autore. Christopher Chippindale (nato il13 Ottobre 1951) è un archeologo inglese. Lavora all' University of Cambridge Museum of Archaeology and Anthropology. E' inoltre autore di un libro "Stonehenge Complete", pubblicato nel 2004,  e di articoli che potete trovare su:  http://www.mcdonald.cam.ac.uk/projects/Chip/Chip001.htm

Rock engravings from Clarence's book on the Vallée des Merveilles Rock engravings from Clarence's book on the Vallée des Merveilles Rock engravings from Clarence's book on the Vallée des Merveilles

© 2013 2014. Testi ed immagini sono di proprietà de Christopher Chippindale, dell’Associazione Clarence Bicknell e della famiglia Bicknell. La riproduzione non è permessa senza autorizzazione scritta. Grazie a Maddalena Cataldi per la traduzione di questa pagina (settembre 2014)