Collezionista

Clarence Bicknell - Il Collezionista
Fishermen's sail boats on the Nile

Cosa succede nel cervello umano che rende irresistibile collezionare?

Molte persone trovano piacere nell’hobby del collezionare: certi tipi di oggetti di antiquariato, boccali da birra, uova Fabergé, vasi da farmacista, stampe raffiguranti moda francese degli anni ’20 o gnomi da giardino. Ai bambini (e anche ai bambini più cresciuti) piace collezionare giocattoli, specialmente quelli che formano un insieme: i modelli ferroviari in scala HO, le navi spaziali della Lego, le auto di formula 1 in scala 1/43, bambole Barbie o orsacchiotti di peluche della Steiff. Altri danno grande valore ai pacchetti di sigarette, ai francobolli, carte Pokemon, fumetti Marvels, pezzi di quarzo, spillette e monete… specialmente se la collezione ha un tema o una specializzazione.

Col progresso del QI passando per la rivoluzione industriale, gli scienziati fecero collezioni per motivi più importanti – per capire. Il processo del “collezionare” include il progetto, il viaggio, la ricerca, l’imballaggio, il trasporto, l’analisi e l’esposizione. Questo processo è un modo importante per i collezionisti di studiare e di imparare su cosa stanno collezionando.

Dalla fine del XV secolo un certo numero di autori, capeggiati da Carolus Linnaeus, si interessò in quello che chiamavano “methodus” (il metodo), come ordinare sia minerali, che piante e animali secondo i principi della divisione logica. Le collezioni sono il fondamento dei musei, le grandi collezioni pubbliche britanniche crebbero dall’ossessione di questi onnivori culturali come il grande viaggiatore medico e naturalista Hans Sloane, le cui collezioni formarono sia il nucleo del British Museum del 18° secolo che il principio del Natural History Museum (1). Così come Sloane, ma 100 anni prima, John Tradescant iniziò come un naturalista a collezionare campioni. Tradescant aveva chiesto insistentemente ai mercanti che viaggiavano di portargli da ‘ Turchia, Gine, Binne, Senego, Costantinopoli, Newfound Land e le nuove piantagioni verso l’Amazzonia, qualsiasi cosa sia strana”. Queste cose andarono a riempire quella che diventò conosciuta come l’Arca di Tradescant. Assieme ai trofei dalla natura arrivarono manufatti come ‘le scarpe per camminare sulla neve senza affondare”, il che fu l’origine di quella strana disciplina Eurocentrica che è l’etnografia – come se non fossimo noi stessi strani. Il figlio di Tradescant continuò nell’impresa, lasciando la casa del tesoro alla sua vedova Hester che fu vittima dell’inganno di Elias Ashmole, un visitatore e consigliere premuroso che risultò avere un caso terminale della malattia del collezionista: collezionare collezioni. La vedova ingannata non riuscendo a riguadagnare i suoi diritti sul tesoro, si suicidò. Il nome del museo – Ashmolean – celebra il misfatto di Ashmole.

Rock angraveings - farm workersNei tempi moderni il collezionare è parte di un sovrapporsi intellettuale di cultura. Benjamin Bloom (1956) sviluppò una classificazione dei livelli di comportamento intellettuale dell’apprendimento. Questa tassonomia conteneva tre domini sovrapposti: quello cognitivo, quello psicomotorio e l’affettivo. All’interno del dominio cognitivo identificò sei livelli : la conoscenza, la comprensione, l’applicazione, l’analisi, la sintesi e la valutazione. Collezionare è per Bloom il punto iniziale della conoscenza.

Ad ogni modo, al tempo del Grand Tour nel 18° e 19° secolo quando i giovani gentiluomini inglesi visitavano Francia, Italia e altri centri d’arte e cultura sarebbe stato considerato naturale il “collezionare” (2)

Certamente per Clarence Bicknell fu naturale “collezionare” e a ogni livello dei suoi interessi lo troviamo che raggruppa insieme molti oggetti o idee allo scopo di capirli.

Clarence è conosciuto molto bene per due “collezioni” che hanno segnato la sua vita e hanno creato l’eredità che ci ha lasciato.

- Per primi i suoi disegni botanici e già nel 1884, sei anni dopo essersi stabilito a Bordighera, ne aveva completato oltre un migliaio. Furono questi disegni l’oggetto della sua opera che ebbe un notevole apprezzamento Flowering Plants and Ferns of the Riviera and Neighbouring Mountains, pubblicato nel 1885. I suoi album di schizzi delle escursioni degli anni ’90 del 1800 continuano con la lista di specie floreali Flora of Bordighera and San Remo, lista scritta a mano senza illustrazioni pubblicata nel 1896, concentrata su fini geografici.

- Al secondo posto le iscrizioni rupestri. Clarence aveva visitato la prima volta Valle delle Meraviglie e la Val Fontanalba nel 1897, quando la sua attenzione fu attratta per la prima volta dai segni misteriori sulle rocce. Affittò una casa nella Valle di Casterino per la prima volta ed iniziò le riproduzioni per sfregamento, comincio così a catalogarle. In quello stesso anno fece un rapporto preliminare alla Society of Antiquarians di Londra (che fu pubblicato nei loro Atti) e lesse una relazione alla Società Ligustica a Genova. Nel 1902 la sua “collezione” di riproduzioni per sfregamento, disegni e fotografie delle iscrizioni rupestri fu sufficientemente sostanziosa da permettergli la pubblicazione della A Guide to the Prehistoric Rock Engravings in the Italian Maritime Alps e nei successivi quindici anni il numero di iscrizioni rupestri che catalogò nella Valle delle Meraviglie e in Val Fontanalba superarono le 10.000; l’edizione del 1913 dello stesso volume rimane il libro di riferimento preferito e nel 1971 fu ristampato in tre lingue dall’Istituto Internazionale di Studi Liguri. La pagina di questo libro – qui a sinistra – è tipica del suo modo di collezionare diverse immagini insieme per compararle e suddividerle in categorie.

Le ulteriori “collezioni” nel corso della sua vita mostrano che Clarence aveva quest’istinto di collezionare articoli in grande quantità per riuscire a compararli e comprenderli. Per tutta la sua vita Clarence fece disegni a matita, inchiostro o acquerelli. Altri soggetti diventarono una breve ossessione per lui e li analizzò nei loro cambiamenti.
Durante il suo viaggio lungo il Nilo tra il 1889-1890 Clarence fece molti “schizzi volanti” delle barche a vela del Nilo, così come li chiama del diario in cui sono illustrati. Possiamo contare 44 squisiti e dettagliati acquerelli di queste barche, con un apparente interesse per l’angolo che fa l’imbarcazione nell’acqua e per la vela della barca. Una delle numerose pagine si può vedere in alto a destra.

Durante le sue prime escursioni a Casterino il suo occhio fu catturato dalle pecore nei pascoli in altura. Per diversi giorni il suo album degli schizzi è pieno di pecore, singole e a gruppi da tutti i punti di vista.
I suoi paesaggi mostrano dei temi, come fanno tutti gli artisti, ma nel caso di Clarence lui era solito restare per diversi giorni con un soggetto per volta, come dei dettagli architettonici in Svizzera e le cattedrali italiane (1882-1883) o la costa rocciosa della parte occidentale dell’Irlanda (all’inizio del 1889), le montagne da diversi punti di vista a Casterino e dintorni (189One of many drawers of Clarence's butterflies in the Museo Bicknell8-1900) o un paese in una delle valli di Cuneo, ciascun soggetto è mostrato in una moltitudine di schizzi.
Nei primi tempi a Bordighera Clarence collezionò centinaia di diverse varietà di farfalle. Le sistemò e mise sotto vetro in cassetti di legno. La collezione di farfalle si può vedere al Museo Bicknell di Bordighera.

La collezione di Clarence di uccelli impagliati è meno conosciuta ma è sempre impressionante.
Clarence collezionava fossili e minerali che mostrava ai visitatori di Casa Fontanalba (3).

A Casa Fontanalba l’istinto di Clarence per temi ripetitivi nella decorazione arrivò a realizzazioni deliziose. Si rendeva conto che stava creando un edificio, delle decorazioni e libri che sarebbero stati parte della sua eredità “per quelli che vengono dopo” e quello era un luogo dove aveva lui solo il controllo. Per le decorazioni delle pareti vengono usate le forme delle iscrizioni rupestri e la flora della zona nei fregi e intorno alle porte. Per gli scuri delle finestre usa sia la flora che la sua “collezione” di proverbi in Esperanto. Il libro dei visitatori con la firma di tutti quelli che entravano in casa, è illustrato, pagina dopo pagina, con semplici ma meravigliosi acquerelli di fiori della zona. I bordi di ciascuna pagina contengono miniature utilizzando ripetutamente un particolare del fiore, con uno stile che ricorda il movimento Arts and Crafts di William Morris e seguito. Il libro in cui scrisse brevi note sulle persone (e i cani) più importanti nella sua vita (a cui mi riferisco come il libro dei VIP) e gli album di pergamena con i fiori ai quattro angoli provenienti dal giardino di Casa Fontanalba son trattati nello stesso modo: ordinati in un certo formato e decorati …. come collezioni.

Perfino quando esprimeva il suo senso umoristico, Clarence fece una collezione di ogni singolo gesto. Clarence scrisse molte lettere e quindi ne ricevette molte. Gli errori di ortografia del suo nome furono così numerosi che Clarence conservò, per suo divertimento, ogni singola busta in una collezione, ancora in possesso della famiglia. Per Margaret Berry, Bicknell fece una versione botanica del gioco Vittoriano Happy Families. Ci sono quattro fiori per ciascuna delle 16 famiglie di fiori, poi sei jolly, tutti dipinti ad acquerello. Ogni anno, per tradizione familiare, dipinse per Margaret Berry un album con acquerelli su un tema prescelto: un libro delle margherite per Margaret, un libro delle bacche (Berries) per i Berrys e Il trionfo del Dente di Leone (The Triumph of the Dandelion) in cui i fiori gareggiano per la corona della Regina della Bellezza di Fontanalba (4).

Così ci sono almeno nove diversi aspetti della creatività di Clarence che possono essere considerati collezioni. Clarence riconobbe indirettamente il suo istinto come collezionista. Sulle iscrizioni rupestri , ai primi stadi della sua ricerca, scrisse “Noi siamo solo collezionisti di fatti e dobbiamo lasciare agli altri il compito di studiarli più profondamente”. Potrebbe essere falsa modestia perché lui era inesorabilmente portato sulla strada della curiosità e della comprensione. Ma la sua interpretazione si basò sempre sulle sue scoperte in campo. Divenne molto bravo a identificare le forme delle iscrizioni: agricoltori al lavoro, utensili e attrezzi, buoi all’aratura, recinti per gli armenti e immagini sacre. Le sue interpretazioni ( e il modo in cui icone simili son raggruppate nella pagina….. collezioni ) pervadono i suoi scritti compreso A Guide to the Prehistoric Rock Engravings in the Italian Maritime Alps.

Christopher Chippindale dice “ Cosa deve fare un naturalista sul campo? Per prima cosa cercare e trovare. Quindi catalogare e descrivere. Poi classificare. E Bicknell fece tutto questo …”

L’istinto di collezionare fu parte fondamentale del lavoro e divertimento di Clarence e quindi della sua eredità. Lo stesso Clarence è piuttosto collezionabile ed è per questo che amiamo far ricerche sulla sua vita e sui suoi lavori. In questo caso di Clarence ce n’è solo uno.

Marcus Bicknell, Marzo 2013

1) Dalla recensione di Tom Phillips di To Have and to Hold di Philip Blom 2002
2) All’estremo, nel campo dell’archeologia, Thomas Bruce – 7th Earl of Elgin – ottenne un permesso controverso dalle autorità Ottomane per asportare pezzi dal Partenone mentre era in servizio quale Ambasciatore Britannico presso l’Impero Ottomano dal 1799 al 1803. I marmi di Elgin sono ancora nel British Museum di Londra. Clarence Bicknell può essere stato meno estremo di Elgin, ma i suoi critici potrebbero ricordarci delle rocce con iscrizioni staccate (una o due) che rimosse dalla Valle delle Meraviglie.
3) “il giardino di Mr. Bicknell è un variegato splendore di colori, dato che è principalmente dedicato alle piante da fiore. Adiacente si trova un solido edificio in pietra, nel quale il costruttore, che è l’autore di un eccellente Flora of Bordighera and San Remo e di altre opere, ha messo insieme un erbario locale molto completo e una collezione di fossili, minerali e oggetti preistorici” da Wanderings on the Italian Riviera: the record of a leisurely tour in Liguri di Frederic Lees – 1913.
4) Descrizione da A High Way to Heaven di Christopher Chippindale 1998 (in italiano Le Scale del Paradiso).

Questa meravigliosa traduzione è di Elisabetta Massardo di Genova, fotografa e una devota della flora alpina, collaboratrice di MARVELS: The Life of Clarence Bicknell di Valerie Lester 2018.
La ringraziamo calorosamente per il lavoro.

Questa traduzione copyright © 2019 di Elisabetta Massardo
e Clarence Bicknell Association. Tutti i diritti riservati.

This wonderful translation is by Elisabetta Massardo of Genoa, photographer and a devotee of alpine flora, contributor to MARVELS: The Life of Clarence Bicknell by Valerie Lester 2018.
We thank her warmly for the work.

This translation copyright © 2019 by Elisabetta Massardo and
the Clarence Bicknell Association. All rights reserved.

 

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