La Chiesa

CLARENCE BICKNELL E LA CHIESA

Estratto da A High Way to Heaven di Christopher Chippindale, capitolo alle pagine 21 e 22 Un Cappellano Inglese e il suo Museo.

Clarence in the 1870s as a chaplain, Bicknell collectionCome molti dei figli più giovani di una famiglia ricca del 19° Secolo, Clarence Bicknell entrò nella Chiesa. Questa fu una questione di genuina e sentita devozione. All’Università di Cambridge fu molto influenzato da un entusiastico gruppo di giovani ecclesiastici. Subito dopo essersi laureato nel 1865, a 23 anni, prese gli ordini nella Chiesa d’Inghilterra, rinunciando alla matematica e all’Unitarianesimo di suo padre e suo nonno. Per qualche anno fu curato a Walworth, una parrocchia difficile nei quartieri poveri del Sud di London che seguiva l’Ordine di Sant’Agostino. Era una comunità appassionata e ritualistica all’interno della Chiesa Anglicana, misteriosamente collegata a Roma. Lì visse una vita semplice dedicando sé stesso e molte delle sue entrate ai più poveri. Questo modello di semplicità, generosità e assistenza doveva rimanere in lui tutta la vita. Lasciò Walworth e si unì a dei suoi amici di Cambridge nella Comunità Brotherhood of the Holy Spirit ( Fraternità dello Spirito Santo ) nel paese di Stoke-by-Terne nello Shropshire. Lì visse in una comunità della ‘High Church’ dedita alla missione di predicare.

Dopo dieci anni cominciò ad avere seri dubbi religiosi e decise di approfittare dei mezzi privati ereditati per vedere il mondo. Tra i molti luoghi che poté visitare alla fine degli anni ’70 dell’Ottocento furono Ceylon, New Zealand, Morocco e Majorca. Per una coincidenza o no, la Comunità dello Spirito Santo chiuse nel 1879.

Clarence in BordigheraIl 1878 vide l’arrivo di Bicknell a Bordighera , come cappellano della Chiesa Anglicana, su invito della famiglia Fanshawe. I suoi diari riportano i suoi doveri ecclesiastici e i colleghi che lo assistevano quando predicava un sermone. Ma i suoi dubbi religiosi stavano crescendo. Trovava la chiesa troppo ritualistica, troppo dogmatica e troppo sciovinista. Passato un anno si dimise. Rinunciò alla partecipazione attiva nelle questioni della chiesa. Chiese di non riferirsi a lui come ‘The Rev.’ ( il Reverendo) e smise di indossare il collare da prete. Avrebbe poi detto a un amico in una lettera ‘ Ho timore di esser diventato piuttosto limitato in merito a tutte le cose della chiesa, avendo raggiunto la convinzione che le chiese fan più male che bene & ostacolano il progresso dell’uomo & considero il papa, il clero & le dottrine come un inganno sebbene non sia intenzionale’. Lavori pratici, come la costruzione di una casa per gli anziani del comune, sarebbero più appropriati. Gli ideali erano espressi meglio in altri tipi di comunità, come la fraternità di chi parlava in Esperanto.

Esperanto convention at Clarence's museum

L’idealismo di Bicknell trovò espressione pratica in altre maniere. Sebbene disincantato dalla chiesa, Clarence era diventato incantato da Bordighera, comprando non molto dopo la Villa Rosa da Mrs. Fanshawe Walker e facendone casa sua per il resto della vita. Bordighera aveva una storia ( anche se molto ridotta rispetto alla vicina città di Ventimiglia), ma non aveva un centro per la raccolta della sua storia o per una vita culturale più ampia. Così Bicknell ne costruì uno, il ‘ Museo Bicknell ‘.

Fu aperto nel 1888. Non si conosce l’architetto *(1). Costruito in mattoni con un portico con arco a tutto sesto, ha piuttosto l’aspetto di una chiesa neo-Romanica. La stanza principale è un grande ambiente centrale con un palcoscenico ad una estremità e grandi caminetti su ciascuna delle pareti più lunghe. Questi son decorati con motivi botanici, nel particolare stile che Bicknell avrebbe utilizzato alla perfezione in Casa Fontanalba. Risistemato, il museo ancora adesso viene utilizzato per quel ruolo. La stanza centrale fu il luogo memorabile per la conferenza dell’anniversario nel 1988, con musica, discorsi e conferenze.

Clarence continuò il suo lavoro pastorale a Bordighera e dintorni aiutando principalmente i poveri, ma poco è scritto degli aspetti tangibili di questa attività. Fu un pacifista e trovò l’idea di una guerra mondiale sulla sua porta di casa ( l’esercito Italiano era trincerato stabilmente nelle Alpi sopra la sua casa di Casterino e gli facevano visita ogni tanto ) difficile da approvare o da scrivere su quel tema. Negli anni precedenti alla guerra del 1914-1918 si immerse, nel tempo che gli era rimasto nelle sue ricerche semi-professionali sull’Esperanto che considerava una forza duratura e per la pace mondiale. Nel 1914, quando scoppiò la prima guerra mondiale, Clarence si trovava a un Congresso Esperantista a Parigi e si occupava di un gruppo di Esperantisti ciechi che scortò in sicurezza sino al ritorno nelle loro case in Italia.

Può non aver reso omaggio a una religione costituita ma il suo cuore era nel posto giusto.

 

Copyright © 1998 Christopher Chippindale

 

*(1)   Per l'architetto del Museo Bicknell citiamo da MARVELS: La vita di Clarence Bicknell di Valerie Lester (2018) (pagina 73) ... Clarence "commissionò all'architetto britannico Clarence Tait, che elaborò le idee di Clarence, applicando alle stesse la sua conoscenza e redasse il progetto per l'edificio". Su uno dei camini ci sono le iniziali in stemmi di coloro che avevano collaborato alla creazione del museo: CT, GG, FG e CB... Clarence Tait, Giovenale Gastaldi, Francesco Giovannelli e Clarence Bicknell. (MB marzo 2019).

Questa meravigliosa traduzione è di Elisabetta Massardo di Genova, fotografa e una devota della flora alpina, collaboratrice di MARVELS: The Life of Clarence Bicknell di Valerie Lester 2018.
La ringraziamo calorosamente per il duro lavoro.

Questa traduzione copyright © 2019 di Elisabetta Massardo
e Clarence Bicknell Association. Tutti i diritti riservati.

This wonderful translation is by Elisabetta Massardo of Genoa, photographer and a devotee of alpine flora, contributor to MARVELS: The Life of Clarence Bicknell by Valerie Lester 2018.
We thank her warmly for the hard work.

This translation copyright © 2019 by Elisabetta Massardo and
the Clarence Bicknell Association. All rights reserved.

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